
Medici di base Italia: numeri, stipendio e come diventarlo
Se hai mai provato a prenotare una visita dal medico di base e hai l’impressione di cercare un ago in un pagliaio, non sei solo. In Italia oggi ci sono circa 40.250 medici di famiglia, ma secondo la Fondazione GIMBE ne mancano già oltre 5.700: ecco perché il numero è in calo, quanto guadagna un medico di base e come si diventa – con dati ufficiali e senza giri di parole.
Medici di famiglia attivi (2021): 40.250 ·
Calo dal 2019: oltre 2.000 ·
Carenza stimata (GIMBE): oltre 5.700 ·
Stipendio medio lordo annuo: circa 85.000 €
Panoramica rapida
- Numero di MMG in calo da anni (Fondazione GIMBE)
- Carenza segnalata in 18 Regioni (Sky TG24 – GIMBE)
- Stipendio medio lordo annuo 85.000 € (Sky TG24 – GIMBE)
- Dato esatto aggiornato 2025 non ancora pubblicato dal Ministero (CGM – riforma in bozza)
- Impatto preciso della riforma Schillaci nelle singole regioni (CGM – riforma in bozza)
- 2019-2024: 5.197 MMG in meno (GIMBE su Sky TG24)
- 2025-2028: 8.180 medici verso pensione (FIMMG via InSaluteNews)
- Borse studio formazione 2025: 2.228 (-15% dal 2021) (Sky TG24 – FIMMG)
- Riforma medicina generale 2025: nuovo modello organizzativo (CGM)
- Gap destinato a crescere senza interventi strutturali (CGM)
La crisi della medicina generale ha dimensioni precise. Ecco i numeri chiave che fotografano la situazione attuale.
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Totale medici di famiglia (2021) | 40.250 |
| Carenza segnalata da GIMBE | oltre 5.700 medici |
| Massimale pazienti | 1.500 per medico |
| Stipendio medio annuo lordo | 85.000 € |
| Durata corso regionale | 3 anni |
Quanti sono in Italia i medici di base?
Dati nazionali e regionali
- Secondo il Rapporto Agenas (citato da InSaluteNews), nel 2021 risultavano attivi 40.250 medici di medicina generale (MMG).
- Il rapporto ottimale sarebbe di un medico ogni 1.200 assistiti, come indicato da GIMBE su Sky TG24.
- La carenza è stimata in 5.716 unità, distribuita in 18 Regioni e Province autonome (Fondazione GIMBE).
Le Regioni più in difficoltà sono Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358). Nessuna carenza rilevata in Basilicata, Molise e Sicilia (GIMBE su Sky TG24).
Il rapporto 1:1.200 è già superato in molte zone: il massimale contrattuale di 1.500 pazienti per medico viene spesso derogato fino a 1.800 o 2.000 (come a Bolzano). Il sistema regge, ma a scapito della prossimità.
Il pattern è chiaro: il numero di MMG cala, le richieste aumentano e il divario si allarga.
Il calo negli ultimi anni
- Tra il 2019 e il 2024 i MMG sono diminuiti di 5.197 unità (Fondazione GIMBE su Sky TG24).
- Nei prossimi tre anni (2025-2028) andranno in pensione 8.180 medici (FIMMG via InSaluteNews).
- Le borse di studio per la formazione in medicina generale sono scese a 2.228 nel 2025, con un calo del 15% rispetto al picco del 2021 (Sky TG24 – FIMMG).
Anche ipotizzando pensionamenti a 70 anni e il completamento di tutte le borse, il gap resterebbe di oltre 2.700 MMG (GIMBE su Sky TG24). Il conto è semplice: il ricambio generazionale non tiene il passo.
Perché non ci sono più medici di base?
Cause della carenza
- Invecchiamento della popolazione medica: molti MMG si avvicinano alla pensione e non vengono sostituiti.
- Difficoltà di accesso alla professione: il percorso formativo triennale regionale è poco attrattivo rispetto ad altre specializzazioni.
- Stipendi considerati bassi rispetto al carico di lavoro e alla responsabilità.
Secondo l’analisi di CGM, la bozza della riforma della medicina generale del 2025 punta a introdurre prestazioni orarie nelle Case di Comunità (hub 24/7, spoke 12 ore per 6 giorni). Tuttavia, il testo è ancora in fase di discussione e l’impatto concreto è incerto.
Le Regioni con più carenza (Lombardia, Veneto) sono anche quelle con il maggior numero di medici in età pensionabile. Il sistema prova a correre ai ripari con deroghe al massimale, ma allunga solo la coperta corta.
Il punto: senza un intervento strutturale sulle borse di studio e sulle condizioni contrattuali, il divario è destinato a peggiorare.
Bandi deserti e pensionamenti
- In diverse Regioni (Piemonte, Campania) i bandi per nuove convenzioni MMG restano deserti.
- I pensionamenti previsti entro il 2028 (8.180 unità) non trovano sostituti a causa del numero insufficiente di nuovi specializzati.
Il fatto che Regioni come Basilicata, Molise e Sicilia non abbiano carenza è dovuto a una popolazione più giovane e a un ricambio meno problematico, ma non è una tendenza generalizzabile.
Qual è lo stipendio di un medico di base in Italia?
Stipendio medio annuo
- Lo stipendio medio lordo annuo di un MMG si aggira intorno agli 85.000 € (Sky TG24 – GIMBE).
- La cifra varia in base al numero di pazienti assistiti, alla regione e agli eventuali superminimi contrattuali.
Per avere un metro di paragone: un medico di base con 1.000 pazienti guadagna meno di uno che ne ha 1.500, ma il massimale di 1.500 (o 1.800 in deroga) fissa il tetto massimo del reddito da convenzione. Secondo l’Accordo Collettivo Nazionale (ACN), il massimale può essere superato solo in casi particolari (es. 2.000 assistiti a Bolzano).
85.000 € lordi possono sembrare una bella cifra, ma rapportati a 1.500 pazienti, all’apertura di uno studio, agli oneri assicurativi e al lavoro di continuità (note, prescrizioni, visite a domicilio), il netto mensile si aggira sui 3.500-4.000 €. Non certo un “tesoretto” per chi gestisce una piccola impresa sanitaria.
La variabile regionale pesa: in alcune aree interne lo stipendio è integrato con indennità di scarsità, mentre nelle grandi città il costo della vita riduce il potere d’acquisto.
Guadagno con 1500 pazienti
- Con il massimale di 1.500 pazienti, il compenso annuo lordo si attesta nella fascia alta della media nazionale, intorno a 95.000-100.000 € (stima basata sui dati GIMBE e FIMMG).
- La cifra include la quota capitaria (circa 40-50 € annui per assistito) più eventuali prestazioni aggiuntive minori.
Il punto fermo: lo stipendio è legato al numero di pazienti e non alla complessità delle cure. Questo disincentiva la presa in carico di pazienti cronici o complessi, che richiedono più tempo e competenze.
Che differenza c’è tra medico di base e medico di famiglia?
Definizioni e ruolo
- Nella pratica quotidiana italiana, i termini “medico di base” e “medico di famiglia” sono sinonimi. Il termine ufficiale è Medico di Medicina Generale (MMG).
- Esiste anche la figura del “medico di assistenza primaria a ciclo di scelta”, che opera nelle Case di Comunità previste dalla riforma del 2025 (CGM).
La differenza è più di contesto che di sostanza: il MMG è il medico di fiducia che segue il paziente nel tempo, mentre il medico di assistenza primaria copre turni in strutture polifunzionali. Il primo è un rapporto continuativo, il secondo è un servizio a sportello.
La confusione nasce anche dal fatto che in alcuni documenti istituzionali si usa “medico di medicina generale” e in altri “medico di famiglia”. Entrambi indicano lo stesso specialista iscritto all’Ordine dei Medici.
Come diventare medico di base?
Percorso formativo
- Laurea in Medicina e Chirurgia (6 anni).
- Abilitazione all’esercizio della professione ed iscrizione all’Ordine dei Medici.
- Specializzazione in Medicina Generale (corso triennale regionale) oppure specializzazione in discipline equipollenti (se previsto).
- Superamento del concorso regionale per l’assegnazione di un incarico convenzionato.
Il corso triennale regionale è la via più diretta. Dura tre anni, è a numero programmato e si conclude con un esame di idoneità. Dopo aver superato il concorso, si può stipulare la convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale e aprire il proprio ambulatorio.
Il nuovo modello della riforma 2025 potrebbe introdurre un percorso più strutturato, con tirocini nelle Case di Comunità già durante la formazione.
Specializzazione e corso regionale
- Il corso regionale ha una durata di 3 anni (1800 ore di formazione teorico-pratica).
- La specializzazione universitaria in Medicina Generale (attivata solo in pochi atenei) ha una durata di 4-5 anni.
- Entrambi i percorsi abilitano alla professione, ma il corso regionale è più orientato alla pratica sul territorio.
Il consiglio pratico: se vuoi diventare MMG nel minor tempo possibile, segui il corso regionale. Se punti a una carriera accademica o a una maggiore flessibilità, valuta la specializzazione universitaria.
Perché i medici ti fanno dire 33?
Origine della domanda
- La domanda “Dica 33” non ha nulla di magico o numerologico. È una tecnica semplificata per valutare la risposta polmonare e la mobilità del torace.
- Pronunciare “33” fa vibrare le corde vocali e permette al medico di percepire eventuali anomalie alla percussione del torace.
Si tratta di un retaggio storico della semiotica medica: il suono di “trentatré” è stato scelto perché produce una vibrazione prolungata e uniforme, utile durante l’auscultazione. È solo una convenzione, non un codice segreto.
Il messaggio è chiaro: senza nuovi medici, il sistema non regge.
Timeline: la crisi della medicina generale
- 2019: Inizio del calo significativo del numero di MMG (GIMBE su Sky TG24).
- 2021: 40.250 MMG attivi (Rapporto Agenas).
- 2023: Rapporto GIMBE segnala carenza di oltre 5.700 medici (Fondazione GIMBE).
- 2024: Bandi deserti in diverse regioni, allarme sulle assunzioni (Sky TG24).
- 2025-2028: Stime aggiornate: 8.180 medici verso la pensione; gap destinato a crescere (FIMMG via CGM).
La progressione è chiara: ogni anno che passa senza interventi strutturali, il numero di pazienti senza medico di base aumenta. Il conto alla rovescia è già iniziato.
Cosa è certo e cosa resta incerto
Fatti confermati
- Il numero di MMG è in calo dal 2019 (GIMBE)
- La carenza supera le 5.700 unità (GIMBE su Sky TG24)
- Stipendio medio lordo annuo circa 85.000 € (Sky TG24)
- Massimale pazienti fissato a 1.500 (Accordo Collettivo Nazionale)
Cosa resta incerto
- Dato esatto aggiornato 2025 (Ministero non ha ancora pubblicato)
- Impatto concreto della riforma Schillaci nelle varie regioni (CGM)
- Numero effettivo di nuovi MMG che completeranno la formazione nei prossimi anni
- Implementazione effettiva della riforma 2025 nelle singole regioni
L’evidenza mostra che senza dati certi, ogni previsione resta fragile.
Le voci degli addetti ai lavori
“La carenza di medici di famiglia è ormai strutturale: il calo del 15% delle borse di studio non farà che peggiorare la situazione.”
– FIMMG (citata da Sky TG24)
“Con 5.716 MMG in meno, il diritto alla prossimità delle cure è a rischio in 18 Regioni.”
– Fondazione GIMBE
Per i cittadini italiani, la scelta è chiara: o si interviene sulla formazione e sulle condizioni di lavoro dei MMG, oppure il diritto alla continuità assistenziale resterà un miraggio. Le Regioni che già oggi derogano il massimale a 1.800-2.000 pazienti stanno allungando una coperta che – senza nuovi medici – non basterà più a coprire tutti.
Per un approfondimento sul sistema sanitario nazionale, leggi la guida completa alla sanità pubblica italiana e l’analisi della qualità del SSN.
Domande frequenti
Qual è lo stipendio di un medico di base con 1500 pazienti?
Circa 95.000-100.000 € lordi annui, in base alla regione e agli eventuali superminimi. Il netto mensile si aggira sui 3.500-4.000 €.
I medici di base possono avere un secondo lavoro?
Sì, ma devono rispettare gli orari di ambulatorio stabiliti dalla convenzione e non possono avere conflitti di interesse. Molti MMG svolgono attività private (visite extrasanitarie) nel tempo libero.
Quanti pazienti può avere al massimo un medico di base?
Il massimale è di 1.500 assistiti, derogabile fino a 1.800 in casi particolari. Eccezioni locali arrivano a 2.000 (es. Bolzano).
Come si sceglie il medico di base?
Basta recarsi all’ASL di residenza con un documento e il codice fiscale. È possibile scegliere tra i medici che hanno ancora posti disponibili nel loro massimale.
Il medico di base può visitare a domicilio?
Sì, per i pazienti che non possono recarsi in ambulatorio (anziani, disabili, malati cronici). La visita a domicilio è prevista dall’Accordo Collettivo Nazionale.
Cosa fare se il medico di base non è disponibile?
In caso di urgenza chiamare il 118 o recarsi al Pronto Soccorso. Per le visite non urgenti, le Case di Comunità (dove attive) offrono il medico di assistenza primaria.
Queste risposte coprono i dubbi più comuni, ma ogni situazione può avere eccezioni legate alla regione di residenza.